Una fotografia, milioni di fotografie fatte a cazzo, un meteorite in arrivo per ciascuno di noi, otto miliardi di meteoriti in viaggio inarrestabile. Abbiamo architettato un modo sublime, molto complesso per torturare la nostra esistenza, abbiamo creato la spensieratezza, i ricordi, la chirurgia estetica, le attese, le ansie, tutto per non pensare al nostro sadico meteorite in viaggio inarrestabile.
Le vie della città hanno tutti nomi di cadaveri. Morti, ma morti male: fucilati, impiccati, decimati dalle mitragliatrici nemiche. La guerra, le due guerre qui lungo il Piave sono ancora una presenza tangibile, gli si porta rispetto. Ogni tanto rispuntano ossa, trincee, bombe inesplose tra il sabbione delle rive basse, accanto all’acqua color smeraldo, immobile, quasi ipnotica: madre acqua. Mezza mattina di sabato, caricano un vecchio in ambulanza, denti scintillanti in una smorfia, capelli argento che svolazzano sulle ossa del cranio ben visibili nell’aria sottile e umida dei giorni di dicembre. Da bambino volevo una bici senza i parafanghi, sportiva, col manubrio basso. Niente. Chi non avrebbe da recriminare sulle scelte dei propri genitori? Se è tutto normale tu cerchi di accelerare e loro frenano, se succede il contrario sei figlio di tossici (o di comunisti). Per l’amore d’iddio non mi è capitato e sono cresciuto moderato, medio, ho fatto scelte ponderate. Adesso ci si stupisce ma è un bel traguardo essere ancora qui in tre, io e quelle due figure iconiche dei miei amici, a parlare accesamente di cagate esistenziali bevendo caffè (plurale, più caffè) da Nesto. Non ha senso pensarci ma poi infornano Polesel, nome di fantasia, e il cielo che da grigio si fa blu, noi usciamo sulla piazza pidocchiosa della cittadina merdosa e in quel momento un velo pietoso, di vera pietà naturale si dilata sulla sofferenza. Le fiamme disintegrano tutto cio che sei stato: gli imbarazzi, le pochezze, le virtù, le figure di merda, le spoglie mortali si separano dalla memoria e nulla, a nullla sei servito, se mai fosse servito servire.
Hanno scritto intere filosofie per spiegare il nulla che siamo, Jensen Huang fa i miliardi di dollari generando dei pacati pensieri politicamente corretti, perdiamo il nostro tempo coi governi mentre il nuovo Dio sa già tutto di noi (e sciocchezze come il diritto all’oblio). Bei tempi quelli dell’atomica, rifugiarsi sotto terra come formiche: convertiti, confessa, pentiti o brucia all’inferno. Abbiamo alzato l’asticella, arti in formalina, reti neuronali, il futuro annacquato, gli orti sui tetti, vedere andare il mondo nella direzione che eviteresti (dicono che non bisognerebbe osservare l’ostacolo ma la via di fuga, per recuperare il controllo) ma tutto si schianta contro l’assessore all’urbanistica. Nessuno pensa alla sana pochezza, al fatto che tutti mettiamo il caffè “Bertoldo” nel vasotto dell’Illy. Invece no: – È possibile installare l’allarme oggi stesso? – Certamente!
Dio è una sostanza calmante. Colma i vuoti delle vite prese a bastonate, di chi ci prova in tutti i modi a trovare la sua personale forma di amore: il conflitto israelo-palestinese è un ottimo esempio. Siamo per natura portati ad assuefarci alle cose, senza elettricità non è più plausibile la vita civile. Abbiamo distillato l’LSD dai funghi e ci è piaciuto tantissimo, e adesso ce lo fabbrichiamo (in nome di Dio). Qualcuno ci guadagna da 2000 e rotti anni? Ma li vale tutti, come il black trinitron negli primi ’90 o Aranzulla in tempi più recenti. I Beatles che mandano in cloud un nuovo singolo dagli inferi, bro, e con l’AI abbiamo appena cominciato – vorrei un parere di Polesel, quello che pesca al moletto, che ieri mattina smadonnava per il costo del pieno al motorino. Potere lisergico dei contanti ritirati in posta il 2 del mese vs Cardinale Bertone – la sfida. Per una razza di animali che come massimo exploit è arrivata a bivaccare in una specie di tenda canadese sulla luna per qualche giorno non è neanche così male (capsule design by Giugiaro). Poi ci lamentiamo del vicino che non svuota il bidone della merda. È sacrosanto, ma la vita si nutre di altra vita (a parte i vegani, ovvio) e il risultato è: cadaveri. Se poi qualcuno raccogliendoli ci ha fatto il grano, tanto meglio. Termovalorizzatore is the new chiesa delle anime, e il gioco è fatto.