Jesolo, la “Miami del Nordest” invasa dalla pioggia. Frotte di bengalesi e indiani spauriti, con le biciclettine in cerca di un riparo. Porsche come se piovesse scivolano silenziose mentre addento la mia piada tiepida, il gestore del bar è di sicuro omosessuale (mentre lo penso, una sorta di censura mi fa sentire in colpa, acuendo quel loop da società repressa di cui soffriamo ormai un po’ tutti). La musica è caraibica, arriva un camion di muratori albanesi. Entrano, si scolano delle chine liscie in silenzio e ripartono, oggi giornata persa.
E più sei Miami, più sei Africa, Asia, Est Europa, cucine putride, sottotetti abitati, gamberetti surgelati, furgoni di elettricisti (senza scritte), piastrellisti, cartongessisti, – Danilo! Danilo vieni qui che ti bagni! Piccolo insolente coglioncino, futuro avvocato, coi tuoi stivaletti insulsi da bambino Miemese, a saltare sulle pozzanghere.

