La pace

Ed eccoci qui, sul terrazzino a fumare e a spiegare al mio cane come il mondo vada a rotoli, così come al tempo dell’Antica Grecia.
Il tranquillo quartiere di tranquille casette, giovani alberi, la sera bluastra che incombe, il rassicurante silenzio del finale di domenica in cui il genere umano si prepara al lunedì produttivo. Già cenato, già chiaro il copione di domani, un ragazzone con gli occhiali fa rotolare il bidone del secco fuori dal suo garage, lo controllo con perizia e lo piazza all’esterno del cancello, nello stesso identico spazio di altre 12.584 domeniche sera. Lancio il mozzicone oltre la proprietà e rimango un po’ a ispezionare questa vita poco originale, cosa vorrei per lei ora? Risolti i problemi, smussati gli angoli ma irrimediabilmente ridotte le scelte, che fare? Spostare il bidone per tante altre domeniche che Cristo ci concederà? Cercare rifugio in qualche messa, sperando che se di qua ha fatto tutto irrimediabilmente cagare, di là sia una figheria? Rinascere architetti in paradiso? O minatori all’inferno?
In nessun luogo esiste la pace.

La cena

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