Il mio cane

Il mio cane sa vivere, vivo come il mio cane. Gino (il mio cane) caga ogni mattina quasi esclusivamente, a meno che non abbia fatto bagordi la sera prima, allora ci sta anche una cagatina serale. Ogni mattina passeggiata, anche se piove o fa freddo. Gino è un sedentario ma ha improvvisi sprazzi di attivismo, si misura ancora coi cani piu giovani al parchetto ma non riesce più a tenergli testa (ha quasi 12 anni ormai). Non ne esce frustrato, se ne sta li, gironzola pacifico mentre i cuccioli gli turbinano intorno, piscia qui e li e dopo un po’ ha voglia di tornare a casa. Durante il tragitto si ferma dai soliti due o tre amici di sempre, si annusano attraverso la recinzione, si pisciano addosso vicendevolmente per sincerarsi che sia tutto ok.
È un cane amichevole ma non rompetegli il cazzo su determinati argomenti, non tentate ad esempio di rubargli la poltrona dove si è seduto, oppure di farlo spostare da una stanza dove si è fissato che si sta comodi. È abbastanza testone ma se lo sai prendere si ammorbidisce, è tutta una questione di atteggiamento. Ad esempio si fa corrompere col cibo, o con la figa, anche se il mio cane non ha mai avuto realmente femmine intorno, nè figli! Anzi, si dedica diligentemente e quotidianamente alla masturbazione (altro momento della sua giornata in cui non vuole essere disturbato, generalmente le prime ore del mattino).
Non ama stare solo e passa la maggior parte del tempo a oziare, si interessa al vicinato, è allerta se sente rumori strani o percepisce novità nell’aria; adora le visite, le novità, fa le feste a tutti gli avventori in modo sincero, poi però seleziona con chi intrattenersi e chi scagare con sufficienza.
Non si è mai ammalato gravemente, con l’età è diventato più selettivo e prudente ma una qualità che lo ha sempre contraddistinto è l’empatia con gli altri animali, non solo cani. Riconosce amici e nemici al primo sguardo e se è il caso gira alla larga, prendendosela solo con fighetti imbellettati e minus habens viziati dai rispettivi padroni. Non li sopporta, li attacca sbraitando e gli piscia sul muso con disprezzo, scalciando l’aria con le zampe posteriori in segno di spregio.
Alla fine è un tenerone, si prende i suoi spazi di coccole (in verità, in modo abbastanza opportunista), sempre disponibile a farsi accarezzare, grattare, massaggiare la collottola, le spalle.
Credo che tutto questo sia il segreto della suo benessere, senza fronzoli e toelettature, 12 fottuti anni passati a cazzeggiare e se anche domani la falce dovesse passare, chi se ne straciava? La sua vita l’ha fatta.

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